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Nuovi preti
di Ignazio Ingrao Foto di Fabio Massimo Aceto Cosa accomuna un maresciallo dell'Aeronautica, un insegnante di educazione fisica, una scultrice, un ingegnere, un avvocato di successo, un assessore comunale? L'imprevisto, che a un tratto entra nella loro vita e la trasforma per sempre. L'imprevisto è Dio che chiama, chiede di lasciare tutto, ricominciare. E l'imprevisto non bada all'età o alla professione. |
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Mario Follega da 10 anni
è maresciallo in Aeronautica. Originario di Arcinazzo Romano, lavora
nella capitale, presso lo stato maggiore. Appassionato di jazz, la sera
suona la tromba nei locali. Ha una ragazza. La data delle nozze è
già fissata, la casa quasi pronta. L'imprevisto è un viaggio
in Perù, compiuto qualche anno prima: arrivato a Lima, Mario trova
il corpo senza vita di Giulio, un missionario ucciso dai guerriglieri
di Sendero luminoso. Una vita spesa per gli altri. Tornato in Italia fa
volontariato in un centro di recupero per tossicodipendenti. «Ma
mi sembrava come se il cerchio non si chiudesse mai» racconta.
Il suo padre spirituale lo invita a prendere una decisione: «Fissa
la data delle nozze e fa' una verifica su cosa vuoi davvero dalla tua
vita». Mario prega, frequenta Comunione e liberazione, gli ritorna in mente l'immagine di Giulio. Si fa coraggio e ne parla alla sua ragazza: «Avevo una paura incredibile nel dirglielo, paura di farle del male». E lì si compie un miracolo: «Mi ha detto semplicemente: "Io non posso mettermi in competizione con Cristo. Se questa è la tua vocazione, devi andare". Mi ha dato la più grande dimostrazione di amore». A trent'anni compiuti Mario entra nel seminario della Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo e comincia una nuova vita. Al principio, confessa, non è stato facile: «A poco a poco ho dovuto imparare ad avere uno sguardo casto sul mondo. Non solo sulle donne ma anche sulle cose, sui soldi, sulle amicizie, sul modo di rapportarmi con gli altri. La verginità è donazione totale di se stessi, senza pretendere di possedere niente e nessuno». Oggi Mario è parroco a Frosinone. «Desideravo partire per un paese lontano, in missione, e sono finito a 80 chilometri da casa. La mia missione è qui tra i ragazzi e le loro famiglie». E la tromba? «Ogni tante la riprendo in mano. Continuo ad ascoltare la musica e vado a qualche concerto. La musica resta una cosa importante: è un modo per comunicare entrare in contatto con la gente». Le storie come quelle di Mario Follega sono sempre più frequenti: in Italia un tempo si entrava in seminario da bambini e si veniva ordinati poco dopo la maggiore età. Oggi la scelta del sacerdozio arriva in età adulta, spesso dopo l'università e molte volte anche dopo aver intrapreso un'attività lavorativa. «Negli ultimi 50 anni la soglia anagrafica di ingresso nel clero diocesano si è spostata in avanti di circa sei anni» conferma il sociologo Luca Diotallevi. Se a metà degli anni 50 l'età media di ordinazione al sacerdozio era di circa 24 anni, oggi è di 30. Lo stesso vale per le donne che si fanno suore. |
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